Le origini delle differenze nello sviluppo
Le comunità umane cominciano a differenziarsi nel Neolitico
...,. Perché gli europei e i loro discendenti «bianchi» del Nordamerica dominano tuttora ilmondo con il loro potere economico, le loro tecnologie, le loro armi? Perché ancor oggi numerose
popolazioni asiatiche, africane, sudamericane versano in condizioni di miseria e sottosviluppo?
Le risposte sono da ricercare nella storia, nella geografia e nella biologia.
Le origini delle differenze nello sviluppo delle comunità umane risalgono al Neolitico,
circa 10 000 anni fa. Fino a quell'epoca tutti i popoli della Terra erano formati da cacciatori/
raccoglitori che avevano le stesse abitudini di vita e lo stesso livello di sviluppo tecnologico.
Con l'introduzione, però, dell'agricoltura e dell'allevamento le comunità umane cominciarono
a differenziarsi. La maggiore o minore disponibilità di
piante e animali domestica bili (adatti alla coltivazione e al- Lo sapevi che ...
l'allevamento) e la presenza di climi più o meno favorevoli
determinarono diverse possibilità di sviluppo.
...,. La diffusione delle colture e dell'allevamento avvenne
dapprima in cinque regioni del mondo (Medio Oriente, Cina,
America centrale, Ande, America nordorientale) le cui
Nel Neolitico in America c'erano
appena due animali domesticabili
[tacchino e cane] e un solo cereale
[il mais]. difficile da coltivare.
popolazioni non erano in contatto tra loro. Tuttavia l'Eurasia godette fin dall'inizio di un
vero e proprio vantaggio ecologico: in primo luogo, non aveva conosciuto le grandi estinzioni
di mammiferi subite dagli altri continenti (Africa e Oceania) a causa di mutamenti
climatici e della caccia; inoltre disponeva di una flora e di una fauna più ricche delle altre
regioni del mondo.
...,. Soprattutto l'area del Medio Oriente detta «Mezzaluna fertile», una zona estesa tra i fiumi
Tigri ed Eufrate fino alla valle del Giordano, iniziò la produzione agricola con molto anticipo
sul resto del mondo. La sua fortuna fu quella di disporre: della maggior parte delle
piante coltivabili tuttora alla base dell'alimentazione umana (farro, orzo, frumento, lenticchie,
piselli, ceci); dei principali animali domesticabili (cane, pecora, capra, maiale,
bue), utilizzati anche per i lavori agricoli; di un clima mite, anche se arido. Grazie a questo
vantaggio ecologico le comunità della «Mezzaluna fertile» conobbero un enorme aumento
della popolazione e uno sviluppo tecnologico notevolissimo: qui comparvero per la prima
volta nella storia dell'uomo le città, la scrittura, le organizzazioni statali e alcune delle grandi
civiltà le cui tecniche e conoscenze si diffusero poi nel Mediterraneo e in Europa.

I fattori climatici e geografici
..,. Il clima è un fattore naturale che ha influito moltissimo sullo sviluppo delle diverse comunitàumane. Gli ambienti più favorevoli alla coltivazione e all'insediamento coincisero
con le zone temperate e piovose dell'Eurasia, dove fin dall'antichità sorsero grandi civiltà.
Ancora oggi è proprio nelle zone temperate, cioè in Europa, Nordamerica e Giappone, che si
trovano i paesi più ricchi del mondo. Viceversa, nelle regioni a clima caldo tropicale (Africa
nera, Amazzonia) hanno stentato di più a, svilupparsi società ben organizzate: non a caso nelle
aree tropicali sono tuttora concentrati i paesi più poveri del pianeta .
..,. L'orientamento dei continenti è un altro fattore geografico importante, che ha condizionato
1a possibilità di spostamento degli uomini e degli animali e quindi lo sviluppo delle
popolazioni nelle diverse regioni del mondo. Anche in questo caso l'Eurasia è stata avvantaggiata
dal fatto di essere orientata prevalente.mente da est a ovest per migliaia di lan, senza
barriere ecologiche o montuose insuperabili. Ciò nell'antichità ha facilitato molto le migrazioni,
i contatti tra popolazioni, la diffusione dell'agricoltura e delle innovazioni tecnologiche
e quindi lo sviluppo di numerose e progredite civiltà. La propagazione di piante e animali
domesticabili fu favorita anche dal fatto che, lungo l'asse dei paralleli, essi potevano incontrare
regioni dal clima simile.
Le Americhe e l'Africa, invece, sono orientate lungo l'asse nord-sud e presentano (specialmente
l'Africa) barriere geografiche (rilievi elevati) ed ecologiche (deserti, foreste pluviali)
difficili da superare. L'orientamento nord-sud, in cui si susseguono climi e ambienti radicalmente
diversi, ostacolò notevolmente la diffusione di piante e animali domesticabili e quindi
lo sviluppo dell'agricoltura .
..,. Infine, altri fattori che hanno influito sullo sviluppo sono l'estensione del territorio e il
numero dei suoi abitanti. Quanto più un continente è vasto e popoloso tanto più è in grado
di ospitare un buon numero di società in competizione fra loro, che riescono a produrre
nuove tecnologie e nuovi saperi. Già nel Neolitico l'Eurasia contava il maggior numero di
abitanti del pianeta, mentre gli altri cont~nenti erano nettamente meno popolati.
I fattori umani
~ Perché furono proprio gli europei, tra i popoli dell'Eurasia, a diventare i più progreditidal punto di vista tecnologico e a dominare il mondo moderno? In effetti, tra 1'8500 a.e. e il
1450 d.C. le principali innovazioni erano apparse soprattutto nella «Mezzaluna fertile)) (agricoltura,
scrittura, metallurgia, ruota, organizzazione statale) e in Cina (bussola, carta, ghisa,
polvere da sparo, stampa). Ma, pur tenendo conto di ciò, oltre a quelli geografici e climatici,
anche i fattori umani, cioè le forme dell'organizzazione sociale ed economica, la cultura e le
scelte politiche svolgono un ruolo fondamentale nel progresso dell'umanità.
~ La «Mezzaluna fertile», insieme alla valle del Nilo, restò dal IV millennio a.e. al IV secolo
a.e. il centro mondiale del potere politico grazie alle grandi civiltà (babilonesi, ittiti, persiani,
egizi) che vi sorsero e che si basavano sullo sfruttamento delle eccezionali risorse naturali
disponibili.
Eppure, fu proprio l'incapacità di conservare un ambiente così ricco a causarne il declino.
Le vaste foreste che ricoprivano queste aree nel Neolitico, infatti, furono abbattute in modo
incontrollato per far posto alle coltivazioni e per ricavarne legname. A causa anche delle
scarse precipitazioni, la ricrescita della vegetazione non riuscì a compensare le distruzioni,
così scomparvero quasi del tutto le foreste, l'erosione si accentuò e il Medio Oriente divenne
un'area desertica, come è tuttora.
~ Fin dal Neolitico anche la Cina godeva di straordinarie risorse naturali e climatiche e di
una ricca varietà di coltivazioni, animali e tecniche. Ancora in epoca medievale esercitava una
supremazia tecnologica a livello mondiale e disponeva di potenti flotte; i cinesi avrebbero
potuto scoprire le Americhe prima di Colombo, eppure non lo fecero. Glielo impedì il sistema
dispotico che dominava il paese e ·che impose una drastica chiusura verso il mondo esterno.
Per motivi politici nel 1450 i regnanti cinesi proibirono la navigazione oltremare, smantellarono
i cantieri navali e misero al bando tutte le innovazioni tecnologiche in campo meccanico.
L'isolamento della Cina pose così fine alla sua supremazia economica e tecnologica.
~ Tutte le innovazioni elencate fin qui furono vantaggiosamente utilizzate dagli europei
all'inizio dell'età moderna. Da una parte, grazie al clima temperato e alla qualità dei terreni,
essi svilupparono le colture e le tecniche agricole provenienti dalla «Mezzaluna fertile)); dall'altra,
si appropriarono delle principali innovazioni tecnologiche cinesi, apprese dagli arabi.
Altri fattori umani positivi per l'Europa moderna furono: la divisione del continente in
tanti stati in concorrenza tra loro, la presenza di mercanti intraprendenti e aperti agli
scambi con l'esterno e la diffusione sul territorio di una fitta rete di città dinamiche e autonome.
Il vantaggio immunitario degli europei e la conquista dei Nuovi Mondi
~ Alla fine del Quattrocento i popoli europei godevano di un vantaggio tecnologico, culturalee ambientale sconosciuto al resto del mondo. Quando Colombo giunse nelle Antille, nelle
Americhe prosperavano già civiltà importanti come quelle dei Maya, degli Aztechi e degli
Inca. Si trattava di civiltà complesse, ma tecnologicamente più arretrate di quelle europee a
causa dell'isolamento millenario e della minore disponibilità iniziale di specie animali e vegetali
domesticabili. In meno di quarant'anni non solo tutti gli imperi americani crollarono
di fronte all'aggressione di poche migliaia di europei, ma decine di milioni di indigeni morirono
nel più grave genocidio della storia.
~ Ciò fu reso possibile dalle armi da fuoco e dal cavallo impiegati dagli europei nel corso
della conquista, ma a questo si aggiunse anche il vantaggio immunitario. Da secoli, infatti,
gli europei avevano familiarità con molte malattie infettive originate-dalla convivenza con
gli animali domestici: morbillo, vaiolo, influenza, tubercolosi. Poiché invece nelle Americhe
esistevano pochi animali domestici, molte malattie erano sconosciute alle popolazioni locali
che, avendo sviluppato un patrimonio immunitario più debole, furono sterminate dai germi
importati dagli europei.
~ Per sopperire alla mancanza di manodopera causata dallo sterminio delle popolazioni indigene,
gli europei attuarono la tratta degli schiavi dall'Africa al Nuovo Continente (circa
40 milioni in 300 anni). In seguito, milioni di immigrati europei affluirono nelle Americhe,
soprattutto a cavallo tra Ottocento e Novecento, e i loro discendenti rappresentano oggi la
maggioranza degli abitanti.
~ Nel Settecento la conquista europea interessò con le stesse modalità l'Australia e la Nuova
Zelanda, le cui popolaz'ioni aborigene di cacciatori e raccoglitori furono spazzate via da
massacri ed epidemie. Anche qui esse furono rimpiazzate da immigrati europei (britannici).
Il vantaggio ecologico iniziale delle terre eurasiatiche ebbe quindi, anche a distanza di secoli,
un ruolo centrale nell'affermazione delle popolazioni europee e nel declino delle civiltà
di altri continenti.
Il colonialismo e lo sfruttamento delle regioni extraeuropee
• In epoca moderna gli europei riuscirono a sottomettere i 2/3 delle terre del pianeta. La colonizzazionedell'Asia e dell'Africa fu più difficile di quella di America e Australia. In primo
luogo, le popolazioni locali, avendo un patrimonio immunitario simile a quello degli europei,
non furono sterminate dalle malattie. Si verificò piuttosto il contrario: i conquistatori
furono colpiti da malattie tipiche delle regioni tropicali (malaria, colera, febbre gialla, malattia
del sonno) a loro sconosciute e che ne frenarono la penetrazione, scoraggiando l'immigrazione
di massa degli europei. Inoltre nel continente asiatico esistevano popolazioni ben
organizzate e interi territori, come la Cina interna, non furono mai conquistati. Ciononostante
estese regioni come l'India, l'Indocina e l'Indonesia furono assoggettate e ridotte a colonie
europee.
• L'Africa fu l'ultimo continente a essere completamente esplorato e colonizzato. Le difficoltà
del clima e degli ambienti naturali, unite alla presenza di malattie tropicali, rallentarono
molto l'insediamento di colonie «bianche». La civiltà europea si affermò definitivamente
solo quando le nuove acquisizioni in campo scientifico-sanitario permisero di far fronte
alle malattie locali. Nello stesso tempo, alla fine dell'Ottocento, la scoperta delle immense
ricchezze minerarie indispensabili allo sviluppo delle industrie accelerò la conquista militare
dell'Africa da parte delle potenze europee.
• In generale, il colonialismo europeo per secoli impose un sistema economico planetario
basato sullo sfruttamento sistematico delle risorse (metalli preziosi, legname) dei territori
assoggettati. I sistemi agricoli locali furono eliminati per far posto a piantagioni di prodotti
destinati all'esportazione in Europa (banane, caffè, tè, cacao, cotone). Le produzioni artigianali
vennero ostacolate per favorire la diffusione di quelle industriali europee. Enormi risorse
minerarie furono esportate a poco prezzo per alimentare le industrie. Le lingue, le culture
e le religioni delle popolazioni locali, ritenute inferiori sulla base di un pregiudizio razzista,
furono emarginate e sostituite da quelle dei conquistatori. Tutto ciò compresse per secoli le
possibilità di sviluppo dei territori extraeuropei. Per di più le imponenti ricchezze accumulate
tramite lo sfruttamento coloniale permisero all'Europa e ai suoi eredi (Nordamerica) di
aumentare il vantaggio tecnologico e di disporre di enormi capitali per lo sviluppo industriale.
Il neocolonialismo e le nuove aree di sviluppo
~ Verso la metà del Novecento tutte le ex-èolonie asiatiche e africane hanno conquistatol'indipendenza, spesso dopo sanguinose lotte di liberazione, e sono scomparsi gli imperi coloniali
europei. Le colonie americane avevano già raggiunto l'indipendenza nei secoli prece-.
denti, quando immigrati di origine europea si erano ribellati alla madrepatria.
~ Al dominio diretto del colonialismo oggi si è però sostituito il neocolonialismo, lo sfruttamento
economico dei paesi poveri da parte delle principali potenze mondiali (USA, Europa
occidentale, Giappone). Le deboli economie di questi paesi dipendono infatti dalle decisioni
degli stati più ricchi: sono loro a stabilire i prezzi dei prodotti agricoli, delle materie prime
che, esportate, costituiscono la principale fonte di reddito di molte regioni povere. Le grandi
potenze decidono inoltre la concessione o meno di prestiti ai paesi in difficoltà e detengono
il controllo delle tecnologie più avanzate e redditizie: telecomunicazioni, informatica, farmaceutica,
biotecnologie. Va detto, poi, che ancora oggi molte guerre in Africa e Asia vedono
il coinvolgimento diretto o indiretto di importanti paesi o multinazionali occidentali.
~ Del resto, proprio l'arretratezza economica dei paesi meno sviluppati insieme alla loro
crescita demografica ha dato vita a un gigantesco flusso migratorio dal Sud del mondo verso
il Nord sviluppato (""7 lezione 4, unità 6). Questo fenomeno ha aperto una nuova fase della
storia dell'umanità, ponendo fine al grandioso processo storico di espansione dell'Europa e
degli europei negli altri continenti, durato ben cinque secoli. Oggi milioni di africani, asiatici
e sudamericani si spostano verso l'Europa e il Nordamerica.
~ Tuttavia, nonostante molte difficoltà, importanti paesi e regioni del Sud del mondo stanno
compiendo passi decisivi verso lo sviluppo economico. In Cina, India, Brasile, Messico,
nel Sud-Est asiatico sembra affermarsi quella civiltà industriale che fino al secolo scorso era
rimasta entro i confini dell'Europa, del Nordamerica e del Giappone. Paesi che fino a qualche
decennio fa erano poverissimi ( come la Cina) oggi si stanno arricchendo, tanto che sono
spesso considerati dei temibili concorrenti da molti industriali e lavoratori europei.