giovedì 16 novembre 2017

Le terre emerse del pianeta

Le terre emerse del pianeta 

• Le terre emerse costituiscono circa il 30% della superficie terrestre (149 milioni di km2)
e sono formate principalmente da sei continenti, grandi estensioni di terra circondate dagli
oceani. Essi sono: Europa, Asia, Americhe, Oceania, Africa e Antartide .

• La maggior parte delle terre emerse è situata nell'emisfero settentrionale dove occupano
il 40% dell'area totale. Qui si estende il grande blocco continentale dell'Eurasia, separato
solo per convenzione in due continenti, Europa e Asia. Sempre in questo emisfero sono
situate l'America settentrionale e buona parte dell'Africa. Nell'emisfero meridionale, invece,
le terre emerse rappresentano solo il 19% della superficie e sono circondate da una grande
distesa di acque marine in cui si uniscono i tre grandi oceani. Si estendono in questa zona
della Terra l'America del Sud, l'Oceania, la parte meridionale dell'Africa e l'Antartide, situata
al polo sud e unico continente del pianeta a essere di fatto disabitato .

placche tettoniche

• Fino all'inizio del secolo scorso si pensava che i continenti fossero immobili, cioè che la
loro posizione fosse fissa, stabile nella litosfera. Nei primi anni del Novecento gli studi del
geologo Wegener dimostrarono invece un'evoluzione delle terre emerse e la sua teoria,
chiamata della deriva (spostamento) dei continenti, stabilì che essi sono mobili. Secondo
lo studioso, infatti, i continenti terrestri facevano parte, 237 milioni di anni fa, di un unico
supercontinente, detto Pangea, che si frantumò dando vita a vari frammenti. Questi ultimi
si riunirono poi in due grandi blocchi (Gondwana e Laurasia), che successivamente si frammentarono
a loro volta, formando gradualmente gli attuali continenti. I suoi studi, ripresi
in seguito da altri geologi, hanno costituito la base della teoria della tettonica delle placche,
secondo cui la litosfera è suddivisa in placche o zolle (sette principali, più aitre secondarie).
Queste grandi «lastre)) sono in continuo movimento, in quanto galleggiano sul mantello
(strato interno della Terra, in buona parte formato da magma) fluido e incaindescente
che si trova sotto la crosta.